Autismo, a Foligno prima esperienza nazionale di pet therapy con i pappagalli

A promuovere questo progetto pilota il centro ABA “L’Edera” in collaborazione con l’associazione Passione Pappagalli. Sampaolo: “Attività insolita ma di crescita”

Il progetto di pet therapy con i pappagalli promosso a Foligno

Pappagalli e pet therapy. Un binomio decisamente insolito, ma su cui il centro ABA “L’Edera” di Foligno e l’associazione Passione Pappagalli di Montefalco hanno deciso di costruire un percorso ludico-ricreativo dedicato ai bambini con disturbo dello spettro autistico. Un progetto pilota che vede in quest’esperienza umbra il primo esempio a livello nazionale. “La proposta - racconta ai microfoni di Radio Gente Umbra, Erika Sampaolo, presidente del centro ABA di Foligno - è arrivata da Chiara Alessandrini, che gestisce l’associazione Passione Pappagalli. Chiara - prosegue - aveva collaborato con noi la scorsa estate, ospite del nostro campus con i suoi pappagalli, e da lì è arrivata l’idea di costruire un percorso specifico per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico”.

Un percorso insolito che ha preso il via lo scorso 8 giugno e che andrà avanti per tutto il mese di giugno, coinvolgendo una decina di bambini. Divisi in gruppi da due e affiancati dagli operatori, avranno l’occasione di avvicinarsi a questi particolari animali da compagnia, osservando come viene fatto loro il bagno, dandogli da mangiare, toccandoli e guardandoli durante il volo. Per i bambini seguiti dal centro ABA “L’Edera” un’esperienza formativa importante di conoscenza e socializzazione, che segna anche il ritorno alle attività dopo il lungo periodo di lockdown che ha limitato fortemente la loro quotidianità.

“Sono bambini e ragazzi che da un anno a questa parte hanno vissuto, come tutti, dentro casa - spiega Erika Sampaolo -, vedendo drasticamente ridotte tutte le esperienze realizzate all’esterno. Proprio per questo abbiamo voluto proporre un’iniziativa particolare, un’attività insolita ma che fosse anche di gruppo. Qualcosa da poter fare con cadenza settimanale, visto che si tratta di soggetti che sono abitudinari, che hanno bisogno di avere una routine, e che aggiungesse qualcosa alla loro quotidianità”. E così è stato. Anche perché, come sottolineato da Erika Sampaolo, “entrare in relazione con gli animali è una cosa importante” e “farlo attraverso i pappagalli non è usuale”. “Sicuramente ha concluso - metterà i ragazzi di fronte ad un’esperienza nuova, diventando un’importante occasione di crescita e formazione. Già nel primo incontro sono stati entusiasti di incontrare questi particolari animali e di entrarci in contatto diretto”.

Logo rgu.jpg

di Maria Tripepi

Aggiungi un commento