Covid-19, arruolato anche l’ospedale di Foligno. Tesei: “Rafforziamo la terapia intensiva”

Protezione civile al lavoro per l’allestimento di un ospedale da campo, mentre la presidente della Regione sollecita al Governo l’invio dei ventilatori polmonari richiesti

L'ospedale San Giovanni Battista (foto Vissani)

Anche l’ospedale di Foligno rientra nell’elenco delle strutture sanitarie umbre deputate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il San Giovanni Battista, al pari di altri ospedali della regione, verrà infatti utilizzato per rafforzare il numero di posti di terapia intensiva . L’obiettivo finale è quello di toccare quota 150 unità. Intanto nelle prossime due settimane si dovrebbero raggiungere i 117 posti.

A firmare l’ordinanza che dà l’ok all’utilizzo dell’ospedale folignate è stata la stessa presidente della Regione, Donatella Tesei, che a questo proposito ha spiegato come il San Giovanni Battista abbia caratteristiche tali da poter permettere un aumento delle terapie intensive in breve tempo e in maniera il più autonoma possibile. Parallelamente la Protezione civile è al lavoro per l’allestimento di un ospedale da campo.

E mentre in Umbria si lavora ai vari livelli affinché si possa fronteggiare la pandemia, la governatrice sollecita al Governo l’invio del materiale sanitario richiesto, a cominciare dai ventilatori polmonari. In quest’ottica, proprio nella giornata di oggi - lunedì 23 marzo - la Regione ha inviato una nuova lettera alla Protezione civile nazionale e allo stesso Governo chiedendo “il rispetto degli impegni presi”.

Secondo quanto reso noto dalla presidente Tesei, infatti, dei 60 ventilatori richiesti il 2 marzo scorso è seguita, il 20 marzo, “la fornitura di soli dieci apparecchi: due per uso domiciliare; tre portatili, forniti senza batterie e con grafiche in cinese (di cui si è provveduto ad ordinare modulo per cambio lingua e batterie), e solo cinque utili per i posti fissi di rianimazione. Come se non bastasse - ha sottolineato Donatella Tesei - di questi ultimi cinque, ben tre, essendo modelli esteri, necessitano di adeguamento di attacchi dell’ossigeno che riusciremmo ad ottenere non prima di tre giorni”.

Da qui, dunque, la richiesta per l’invio immediato di 10 ventilatori, tutti utilizzabili per la terapia intensiva ospedaliera, e con almeno altri 33, così da soddisfare le attuali esigenze di incremento di posti. Per rispondere al fabbisogno già correttamente valutato in 60 unità, ed espresso nella lettera del 2 marzo - ha quindi ribadito Tesei - dovrà seguire l’invio di ulteriori 17 ventilatori”.

Da parte sua, comunque, la Regione si è già attivata per reperire in maniera autonoma la strumentazione necessaria attraverso le donazioni di Fondazioni, associazioni e privati. “Donazioni - ha però sottolineato la presidente - che al momento non si sono concretizzate a causa della requisizione di una gran fetta della produzione da parte della Consip".

Infine, l’invito a tutte le forze politiche regionali a fare la propria parte, “tenendo ben presente - ha concluso - che l’ottenimento dei ventilatori è una partita fondamentale per raggiungere l’obiettivo principale che è quello della tutela della salute degli umbri”.

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di Maria Tripepi

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