Ora in Umbria ci sono 16 contagi ogni 100mila abitanti

Anche nelle fasce d'età più giovani scendono i positivi al Covid-19. Solo il Veneto ha un incidenza più bassa rispetto ai tamponi effettuati

Contagi ogni 100mila abitanti in Umbria (10/06/2021)

Quasi la metà dei contagi in meno in una sola settimana. Continua inesorabile la discesa dell'epidemia in Umbria e lo fa migliorando praticamente tutti i parametri tenuti sotto osservazione dal Nucleo epidemiologico regionale. In sette giorni i casi ogni 100mila abitanti sono passati da 28,50 a 16,20. Due settimane fa il rapporto era di 31,49. Insomma, un calo vistoso, complice anche il miglioramento dell'Alto Tevere, unico territorio che una settimana fa era sopra i 100 positivi ogni 100mila abitanti e che ora si attesta a 60,16. In calo anche la situazione – già buona – del Folignate, con 7,26 contagi ogni 100mila abitanti. Ciò che rende ancora più prezioso il dato è anche il rapporto tra tamponi molecolari e nuovi positivi: 1,53. Se si prendono in considerazione anche gli antigenici, la percentuale arriva addirittura a 0,70. “L'Umbria è seconda in Italia, dopo il Veneto, per incidenza solida – commenta in proposito Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico -. Il numero dei tamponi, nonostante i pochi nuovi contagi riscontrati, non è diminuito. Questo ci consegna un dato ancor più solido”. Per i tecnici regionali, il fatto che l'Umbria non sia mai scivolata interamente in “zona rossa” è frutto di un lavoro certosino lungo tutto il territorio, con l'osservazione da vicino dei vari cluster. Fa ben sperare anche l'Rt, attualmente di 0,72 (in Italia è di 0,68): “Quando ci sono pochi casi – sottolinea il dottor Cristofori – l'Rt rischia di attestarsi sempre attorno l'1. Contrariamente a ciò, sembra invece che ci siano ancora margini di discesa”. Guardando ai soggetti in isolamento fiduciario, la quarantena è legata per la maggior parte dei casi in seguito a contratti stretti o perché è stato trovato positivo un familiare. “L'incidenza settimanale disaggregata per fascia d'età – spiega Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico umbro – dimostra ancora una diminuzione tra i giovani fino a 18 anni, ovvero quella categoria dove c'era stata una maggiore diffusione del virus nell'ultimo periodo”. Proporzionalmente, in Umbria ci sono anche meno ricoveri rispetto al resto della nazione, così come si stabilizza sempre più il numero delle vittime. Come già ribadito più volte, ad aiutare il miglioramento dell'andamento epidemico sono due fattori: la vaccinazione e l'aumento delle temperature. Tutto ciò sta consentendo una stabilizzazione della “zona bianca”. L'altra buona notizia è che attualmente non ci sono positivi all'interno delle residenze protette regionali. Il miglioramento sul fronte Covid-19 sta portando la Regione anche ad una sempre più normale ripresa attività degli ospedali. “Stiamo monitorando la situazione – dice Massimo Braganti, direttore generale della Sanità -, attraverso incontri con le direzioni delle aziende ospedaliere e sanitarie, per riattivare il rapporto di rete”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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