Il vescovo Sigismondi si congeda da Foligno: sabato celebrazione della Messa Crismale

Nell'impossibilità di ospitare tutti i fedeli, la celebrazione si svolgerà in diretta streaming e vedrà la partecipazione dei soli presbiteri, diaconi e laici membri del Consiglio pastorale

Monsignor Gualtiero Sigismondi durante una celebrazione in streaming

Sarà la Messa Crismale del prossimo 30 maggio la celebrazione del saluto a Foligno per monsignor Gualtiero Sigismondi. Il vescovo di Orvieto-Todi è pronto a lasciare in maniera definitiva la sua vecchia Diocesi, per trasferirsi a tempo pieno nella nuova realtà umbra. Prima però, sua eccellenza si congederà dai fedeli dI Foligno attraverso la Messa Crismale di sabato 30 maggio. L'appuntamento è per le 21 nella chiesa di San Giacomo. La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming e vedrà la sola partecipazione dei presbiteri, diaconi e laici membri del Consiglio pastorale della Diocesi dI Foligno. Purtroppo sarà impossibile far partecipare i fedeli, ed è per questo motivo che la celebrazione non sarà aperta a tutti. Nel frattempo anche a Foligno sono riprese regolarmente le celebrazioni con il popolo. Già dallo scorso lunedì tutte le parrocchie della Diocesi si attengono responsabilmente alle norme per limitare il contagio del coronavirus. “I parroci – fanno sapere dalla Diocesi di Foligno -si stanno tutti adoperando perché l’Eucaristia possa essere celebrata in sicurezza, anche se in una situazione che non consente ancora un ritorno pieno alla normalità: le molte limitazioni continuano infatti ad alimentare la nostalgia dell’Eucaristia celebrata dalla comunità riunita al completo, con gioia e familiarità attorno alla Mensa. Tuttavia – proseguono - si tratta di un primo passo per il ritorno all’'ordinario' almeno da un punto di vista liturgico. Non si è mai interrotta, infatti, pur con mezzi diversi, la vita ecclesiale, specialmente per quanto riguarda la carità – con l’attenzione in particolare per i 'nuovi poveri' vittime della pandemia – e l’evangelizzazione, che ha beneficiato dell’attenzione continua e piena di fantasia di presbiteri ed educatori; allo stesso tempo, però, è necessario interrogarci sul modo in cui, come e singoli e come comunità, torneremo a vivere l’ordinario dopo la pandemia, adattando i nostri stili di vita ad una 'nuova normalità'”.

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di Redazione

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