Restituito al culto il Santuario della Madonna della Valle di Bevagna

La riapertura domenica 5 settembre alla presenza del vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. L’amministrazione: “Grazie a tutti coloro che hanno contribuito”

La celebrazione di monsignor Boccardo per la riapertura del Santuario

Il Santuario della Madonna della Valle di Bevagna, luogo amatissimo dai fedeli e che da lungo tempo versava in condizioni di incuria e abbandono, è stato restituito al culto. A celebrarne la riapertura e il rito di dedicazione è stato domenica 5 settembre l’arcivescovo  di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo.

Una data memorabile se si considera che la struttura era inagibile dal sisma del 1997. Il Santuario - che sorge a 520 metri sul livello del mare, fra boschi di castagni e di querce - è di origine molto antica: la sua erezione è datata 1212 e attribuita a Napoleone di Antignano, figlio del conte Rinaldo, convertito da San Francesco. Ma è stato totalmente ricostruito nel 1934 e da allora la chiesa è oggetto di particolare venerazione da parte dei bevanati. 

Come ricorda il libro di Luciana Brunelli Quando saltarono i ponti. Bevagna 1943-44, “Un bel giorno del 1880 Pierino Stortini della Torre del Colle, Comune di Bevagna, insieme al padre e ad altra persona, raccogliendo la legna in mezzo al bosco, trovò questa chiesetta del tutto abbandonata e ricoperta di rovi e di erbe parassite. Pierino cominciò subito a farvi qualche restauro, incominciando dal tetto. Da quel tempo incominciò un movimento popolare a favore del Santuario. Si sparse la voce che in quella chiesina sperduta tra i monti si sentissero dei canti e la Madonna vi facesse molte grazie, ed il popolo vi prestò fede […]”.

Tanto forte divenne l’amore per questo luogo, che nonostante non fosse più visitabile dopo gli eventi sismici del 1997 molti fedeli hanno continuato a recarsi nei pressi del santuario.

L'Archidiocesi di Spoleto e il Comune di Bevagna dopo il terremoto del 2016 avevano denunciato l’aggravamento strutturale della chiesa e la curia aveva messo in sicurezza l'edificio, completando la prima parte dei lavori nel 2020.

Dopo la cessione in comodato d’uso del bene al Comune per 15 anni è stato possibile avviare un progetto di restauro finanziato con il Psr 2014-2020, ottenendo un contributo di 550mila euro per la ristrutturazione della chiesa, la realizzazione di un punto di ritrovo e la risistemazione di alcuni sentieri.

“Il bando pubblico - ha ricordato la Giunta - prevede la posa in opera della segnaletica verticale lungo i tracciati viari esistenti di tipo rurale e comunale; la riqualificazione della Chiesa della Madonna della Valle, in qualità di attrattore culturale e la realizzazione di una struttura in legno lamellare dedicata alla ricettività e a servizio della fruizione come punto tappa e di accoglienza turistica in particolare per la fruizione da parte di persone con difficoltà e disabilità”.

“Questo grande lavoro - ha spiegato via social l’amministrazione bevanate - lo abbiamo dedicato a tutta la comunità, ma anche alle tante persone che ci hanno lasciato prima della realizzazione di questo desiderio comune. Grazie anche a tutti i cittadini che hanno partecipato con delle donazioni, facendo personalmente dei restauri e contribuendo come hanno potuto per rendere di nuovo fruibile il Santuario”.

L’intervento ha riguardato, nel dettaglio, la stabilizzazione della frana con opere di rinforzo fondale, con paratie su pali poste a monte e a valle della chiesa. Eliminate le gravi e profonde lesioni perimetrali con opere di scuci e cuci, con la sostituzione di capriate, archi, architravi, pilastri, travetti, e ripristinate le superfici ad intonaco e lasciate a faccia vista le superfici a mattoni e in pietra. Si è intervenuti sul pavimento della chiesa, sul rifacimento del portico, sul consolidamento dell'altare, sull'abside, sui portoni e le finestre. “Alcuni lavori già approvati e finanziati - specifica l’amministrazione - dovranno essere ultimati; si tratta dell’impianto elettrico, che era inesistente, come il sistema di allarme, l'illuminazione esterna e il sistema di approvvigionamento idrico”.

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di Federica Menghinella

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