Il “Decameron 2.0” ha fatto centro: oltre 150mila le visualizzazioni su Facebook

Centocinquanta i “lettori” che hanno accompagnato il pubblico dei social attraverso le 100 novelle di Boccaccio. I promotori: “A tutti un profondo e commosso grazie”

L'ultima novella del Decameron 2.0

Grande successo per l’iniziativa “Decameron 2.0” lanciata sul web dai ragazzi del Mercato delle Gaite di Bevagna, che in pochi giorni ha fatto l'en plein sui social, spopolando a suon di click e like. Sono state oltre 150mila, infatti, le visualizzazioni complessive su Facebook e più di 5mila i followers. Numeri certamente incoraggianti, sinonimo di un successo oltre ogni aspettativa. Il segreto del successo, però, non è solo numerico e sta nella collettività: è infatti grazie alla cultura che, secondo i promotori, si possono salvare i cittadini anche nei momenti più bui.

Dietro il progetto - come detto - l'operato di dieci giovani rievocatori del Mercato delle Gaite di Bevagna, guidati dal promettente regista Davide Gasparrini, il cui appello è stato raccolto da docenti universitari, musicisti, attori, performer, ricercatori, religiosi, poeti, archeologi, artigiani e professionisti, uniti da ogni parte d'Italia dal potente hashtag #iorestoacasaconBoccaccio.

“Sono state più di 150 - hanno commentato i promotori - le persone che hanno reso possibile l’arduo compito di mettere in rete le 100 novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio. Del ‘Decameron 2.0’ - sottolineano - rimarrà un piacevole ricordo e di sicuro di questo progetto creato insieme rimarrà un’indelebile traccia online e una fonte culturale a disposizione per le attività didattiche e per le rievocazioni. A tutti voi - hanno quindi concluso i ragazzi del Mercato delle Gaite - va il nostro profondo e commosso grazie”.

Seppur chiuso il progetto, infatti, il materiale resterà a disposizione di tutti, con particolare attenzione alle rievocazioni medievali ed, in generale, a tutti gli appassionati: 100 novelle presentate e commentate, in attesa che la Festa Grande torni a popolare le piazze di “pietra” oltre che quelle virtuali.

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di Francesco Saverio Miliani

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