Giornata della memoria, gli studenti di Foligno incontrano la scrittrice Edith Bruck

Di origini ungheresi, la donna è sopravvisuta alla deportazione nei campi di concentramento tedeschi. L'assessore Paola De Bonis: “Importante momento di riflessione”

Edith Bruck

“Non si racconta mai abbastanza a proposito di quello che è avvenuto nei campi di concentramento nazisti: sono contenta di farlo a scuola, anche se sono a disagio di fronte a tante facce, giovani e innocenti”. Così la scrittrice Edith Bruck, di origini ungheresi, sopravvissuta alla deportazione nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen, ha ricordato la sua esperienza agli studenti delle scuole superiori di Foligno (liceo classico, liceo scientifico, istituto tecnico economico Scarpellini, istituto tecnico industriale), collegati in streaming con l’autrice di diverse opere sull’Olocausto, tra cui “Il pane perduto”, distribuito in diverse copie negli istituti superiori a cura dell’assessorato all’istruzione del Comune di Foligno. Nel suo saluto l’assessore Paola De Bonis ha sottolineato come l’incontro con la scrittrice, in occasione del Giorno della memoria, rappresenti un importante momento di riflessione e di crescita. L’assessore ha sottolineato l’importanza dell’ampia partecipazione dei ragazzi proprio per il ruolo delle giovani generazioni, fondamentale per mantenere viva la memoria che resta la base di qualsiasi democrazia che voglia fondarsi sullo Stato di diritto e sui diritti umani. La scrittrice ha raccontato alcuni passaggi della sua esperienza. “Il ritorno di oggi dell’antisemitismo è dovuto anche al fatto che dopo la guerra – ha detto la Bruck che ha risposto a diverse domande degli studenti – tanti Stati europei, forse con l’eccezione della sola Germania, non si sono confrontati con il proprio passato. Io ho cominciato a scrivere perché, dopo la guerra, non c’è stata l’accoglienza che uno pensava. Non potevo tenermi dentro tutto questo: la scrittura mi ha aiutato molto. La carta sopporta tutto. Le difficoltà al rientro dopo la guerra? Tante. Perché nessuno ci voleva, ci ascoltava forse perché tutto il mondo aveva sofferto. Io ho trovato anche qualche ‘luce’ che mi ha salvato nel periodo terribile della prigionia. Qualche nazista ha avuto un’ombra di pietà per me e mia sorella che ci siamo salvate al contrario degli altri componenti della mia famiglia. Io non ho mai provato odio o desiderio di vendetta. Ho pensato che la volontà di rivalsa non sarebbe servita a nulla per ricominciare”. L’incontro tra gli studenti e la scrittrice Bruck sarà visibile sul sito istituzionale dell’Ente il 27 gennaio.

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di Redazione

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