Tanti personaggi, un solo volto: così Loretta Bonamente intrattiene sui social i bambini

L’iniziativa è nata per accompagnare i più piccoli durante le difficili settimane della quarantena. “Le mie storie nascono da ciò che accade quotidianamente”

Loretta Bonamente

Dal topo Graziello a Cipollino, dalla Regina delle nevi al Vento del nord: sono solo alcuni dei protagonisti delle storie raccontate dalla folignate Loretta Bonamente, che ha deciso di realizzare una serie di video da condividere sui social per accompagnare i bambini durante queste difficili settimane di quarantena. Pensata come progetto per i piccoli alunni delle scuole del territorio con le quali collabora nella sua attività di insegnante di teatro e attraverso laboratori di narrazione, l’iniziativa è poi approdata sui social dove sta riscuotendo un grande successo di pubblico, non solo tra i più piccoli ma anche tra gli adulti.

“Ho iniziato a realizzare questi video in cui racconto delle storie - spiega Loretta Bonamente - per mantenere un contatto con i miei piccoli studenti. Poi, però, ho pensato che avrei potuto coinvolgere anche altri bambini”. E così è stato. Indossando una semplice parrucca o un cappello, Loretta Bonamente ha vestito i panni del topo Graziello e della Regine delle nevi, ha raccontato le vicende di Cipollino e del signor Zucchina, ma anche le storie dell’unicorno e del Vento del nord. “Storie - ha sottolineato - che nascono dalla quotidianità. Ho voluto affiancare ai più classici racconti, quello che accade ogni giorno intorno a noi con l’obiettivo di regalare ai bambini il loro ‘vissero felici e contenti’”.

“Quelli che stiamo vivendo - ha infatti sottolineato Loretta Bonamente - sono giorni molto difficili, soprattutto per i bambini che hanno bisogno di mantenere le loro abitudini, di uscire di casa per correre, di stare al sole. A loro dico di tenere duro e di divertirsi, con l’auspicio che ci sia grande attenzione nei loro confronti”. 

Intanto Loretta continua a realizzare video per il suo pubblico di grandi e piccini. “Ho ricevuto diversi messaggi da parte di mamme che mi scrivono per dirmi che i loro figli non vedono l’ora di rivedermi, così come tanti adulti mi dicono che ascoltano con piacere le mie storie. È un modo anche per me, insieme alle attività di promozione che svolgo all’interno della Caritas diocesana, di mantenermi attiva e reinventarmi ogni giorno, nella speranza - ha concluso - di poter tornare presto a svolgere il mio mestiere, la mia passione”. 

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di Maria Tripepi

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