Pandemia e guerra, Tesei rivendica quanto fatto: “Resistito meglio della media italiana”

Presentato il rapporto dell'Agenzia Umbria Ricerche, in cui si evidenzia come i segnali di ripresa debbano ancora fare conti con l'instabilità globale causato dal conflitto in Ucraina

La presentazione del rapporto Aur

“Dalla relazione economica e sociale che l’Aur ci ha presentato questa mattina, dobbiamo trarre spunti di riflessione e di azione per accompagnare l’Umbria in un cammino sempre più marcato di crescita”. La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha così commentato il nuovo lavoro dell’Agenzia Umbria Ricerche dal titolo “Dalla pandemia alla guerra: l’Umbria tra segnali di ripresa e instabilità globale”, che è stato illustrato nel Salone d’Onore di Palazzo Donini dall’Amministratore Unico dell’Agenzia Alessandro Campi e dai responsabili della di ricerca Elisabetta Tondini e Mauro Casavecchia. “Prendendo spunto dal Rapporto Aur – ha dichiarato la presidente – vorrei ricordare alcuni dati ormai assodati. L’Umbria del 2019 veniva da almeno 10 anni di ininterrotti risultati economici negativi rispetto alla media del Paese, che ne avevano fatto una delle Regioni con la performance peggiore in Italia, in termini di Pil. L’Umbria del 2020, grazie alla nuova politica del nostro Governo regionale ha invece, contro le previsioni, resistito meglio della media del Paese al crollo del Pil indotto dalla crisi Covid. L’Umbria del 2021 ha agganciato la ripresa come il resto dell’Italia e presenterà un dato tra il 6 ed il 6,6 per cento, in linea con la media nazionale. Inoltre – ha proseguito la Presidente – nel 2019 l’Umbria aveva un tasso di disoccupazione all’8,5 per cento, identico a quello del Centro Italia ed un punto inferiore a quello italiano. Nel 2021, dopo due anni di nuove politiche economiche del Governo regionale, l’Umbria presenta un tasso di disoccupazione che è sceso al 6,6 per cento, migliorato dunque di due punti in due anni rispetto al dato del Centro Italia ed anche migliore di 3 punti rispetto a quello italiano. Se guardiamo al momento attuale però dobbiamo fare molta attenzione al rischio di inflazione e questo soprattutto in una Regione come l’Umbria composta da moltissimi redditi fissi. La Regione, utilizzando al meglio anche i fondi del PNRR, farà la sua parte in termini di investimenti pubblici con l’obiettivo di mantenere il Pil regionale in linea con la media del Paese e di continuare così le buone performance degli ultimi due anni. Serve certamente un lavoro di squadra con le imprese e tutti gli attori economici e sociali del sistema produttivo. Servirà – ha continuato la Presidente – una grande attenzione ai giovani per i quali dovremo intensificare le azioni di formazione e di orientamento, in collaborazione con le Università. E servirà certamente un lavoro di squadra con tutti gli attori economici e sociali del sistema produttivo”.

 L’analisi dell’Aur mette al centro delle riflessioni il posizionamento dell’Umbria nel quadro congiunturale, caratterizzato dall’erompere di una crisi bellica internazionale che sta fortemente condizionando le prospettive di rilancio dell’economia, mettendo a rischio la fragile ripresa conseguente alla lunga crisi pandemica, che già stava facendo i conti con il rincaro delle fonti energetiche, le diffuse pressioni inflazionistiche, le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e le strozzature delle filiere internazionali.

Il rapporto sarà, come tutti i lavori dell’Agenzia, liberamente scaricabile dal sito www.agenziaumbriaricerche.it al termine dell’evento di presentazione.

L’Amministratore unico dell’Aur, Campi, ha anche ricordato il percorso compiuto dall’Agenzia in questi due anni. “Siamo contenti, tra l’altro, di aver ricominciato ad attivare nuove borse di ricerca che ci permetteranno di avere due nuovi collaboratori per sviluppare i nostri progetti. E proseguiremo anche la collaborazione con soggetti esterni anche grazie attraverso partnerschip sia con privati che con le Università per avere il contributo di tutti in questa azione di sostegno alla ripresa dell’Umbria”.

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di Redazione

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